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Le crypto nel ciclo economico. Edizione Avanzata

In questa seconda edizione verranno approfondite le varie analogie riscontrabili empiricamente fra il mercato crypto e quello delle commodities.



Molti analisti tendono ad associare BTC ed i suoi nipotini (altcoin) a delle vere e proprie commodities (materia prima).


Le Commodities

Le commodities sono stagionali ed il prezzo dipende, appunto, da una serie di fattori legati alla loro stagionalità. Che cos'è la stagionalità nelle materie prime? E' un ciclo che caratterizza il loro prezzo, dipendente da situazioni ricorrenti connesse al meccanismo della domanda e dell'offerta. Aldilà del fatto che le commodities si dividano in due categorie (Hard e Soft), ciò che le accomuna, è il loro concreto utilizzo in processi fisici. Ad esempio, le materie prima industriali sono utilizzate per la produzione industriale, ed è quindi naturale pensare che il loro prezzo varierà in base alla domanda del settore di appartenenza e dalla produzione dei Supplier. La produzione e la domanda dipendono da fattori esterni al ciclo di produzione, come ad esempio scarsità oppure (per le soft) eventi metereologici. Se ipotizziamo analogicamente la stessa cosa con BTC, è possibile creare dei modelli matematici che descrivano il prezzo della crypto sulla base della sua scarsità la quale, approssimativamente, è dettata dall'Halving.



L'HALVING

L'Halving è l'evento attraverso il quale le ricompense di blocco dei minatori di una moneta si dimezzano. Il Miner, quindi, è garante del mantenimento in vita della Blockchain e tramite la PoW tale garanzia viene remunerata costantemente ai validatori. L'ultimo Halving di Bitcoin è avvenuto nel maggio 2020. Le ricompense da estrazione sono state tagliate da 12,5 BTC per blocco a 6,25 BTC. Se facciamo i conti, ogni 210.000 blocchi, la quantità di ricompensa dovrebbe subire un taglio. Secondo il codice originale del BTC, ci possono essere solo 64 halvings. Quando l'ultimo BTC sarà rilasciato, 21 milioni di monete saranno in circolazione nel mercato. Perchè i miner dovrebbero trovare conveniente minare i BTC? Perchè il meccanismo dell'Halving rende la moneta RARA e quindi in costante crescita nel tempo. Quindi quale caratteristiche possiamo associare al BTC in comune con alcune commodities? La scarsità


LO STOCK TO FLOW

Con questo modello si cerca di ipotizzare quale sarà la capitalizzazione che può raggiungere BTC in base alla sua scarsità. Lo stock to flow indica quanti anni ci vogliono con un flow annuale dato (quantità estratta ogni anno) a raggiungere lo Stock attuale (quantità in circolazione). Iniziamo col domandarsi se nel mercato delle commodities c'è relazione o meno tra quanta quantità viene estratta ogni anno (flow) rispetto al totale che è già in circolazione (Stock): La risposta è SI ed è persino dimostrabile. Qualora voi foste interessati, fate una domanda sul nostro discord! Bene, vi basti a questo punto sapere che tale modello è applicabile anche all'economia del Bitcoin ma in maniera più che proporzionale, proprio a causa dell'Halving.

E' possibile quindi sovrapporre il valore che dovrebbe avere BTC in questo periodo con il prezzo di mercato attuale per avere un indicazione della direzione di medio lungo periodo di BTC.

E' facile notare che questo modello ha descritto con una precisione disarmante i macro trend che hanno caratterizzato BTC negli scorsi Halving e che attualmente valuta BTC come under rated rispetto al suo valore legato alla scarsità. Per la precisione prevede il raggiungimento della soglia dei 100K $ entro il 2024.

L'Hash Power

Proprio come ogni bene commerciabile, anche il BTC ha un suo "costo di produzione". L'Hash Power rappresenta, appunto, il costo di produzione del Bitcoin il quale dovrebbe quindi essere maggiore del guadagno del miner al fine di mantenere sensato il processo di estrazione. Per ogni blocco c'è una competizione criptografica sempre più pressante ed ogni validatore vincente, riceve nel proprio coinbase una predefinita remunerazione in BTC. Questa difficolta di "minaggio" ha un costo rappresentato dall'hash power. Con il modello legato all'Hash, si cerca di capire quale sia il prezzo raggiungibile da BTC sulla base della difficoltà del mining, basandosi sulla base del fatto che la remunerazione per ogni hash nel tempo è una funzione decrescente del costo per il mining del Bitcoin. Quindi secondo questo modello, BTC ha senso di esistere fino a quando il miner ha un guadagno dalla sua attività. Quindi, c'è una relazione fra la crescita esponenziale del prezzo di BTC e la crescita dell'Hash Rate.

Diversamente, il rewards mensile dei miners non segue precisamente la curva del grafico sopra stante ma i dati empirici hanno mostrato come questo tenda con il tempo ad avvicinarsi all'Hash Power. Ciò significa che se la curva rappresentante l'Hash rate è cresciuta molto di più dei rewards espressi in FIAT. Quindi per ogni singolo Hash, c'è un calo netto della remunerazione rappresentabile da un funzione decrescente. Proiettando questo nel grafico del prezzo di BTC, è possibile delineare un "fair value" variabile nel tempo rappresentabile da una funzione crescente. Detto in parole povere: Il prezzo di BTC cresce nel tempo perchè il costo per la sua creazione aumenta mentre la ricompensa espressa in BTC per unità di potenza di calcolo diminuisce drasticamente. Affinchè continui ad avere senso il mining di BTC, quindi tutto il sistema di sicurezza che sta dietro la PoW, il prezzo deve mantenere determinati ritmi di crescita.

Anche questo modello disegna il prezzo di BTC sul valore dei 100K entro il 2024.



Antagonisti di BTC

Per onestà intellettuale, abbiamo deciso di evidenziare alcune delle considerazioni tipicamente poste contro le visioni precedentemente esposte.



Peter Schiff è solo uno delle tante figure professionali legate ai mercati finanziari che tendono a non fidarsi del settore cryptovalutario. L'idea alla base di tutte queste considerazioni è che non esista una moneta del popolo ne tantomeno sistemi decentralizzati che possano funzionare nel lungo periodo. Ciò che molti di questi investitori sostengono è che se un sistema come quello cryptovalutario è riuscito a crescere tanto, è sicuramente merito della speculazione e non certo del suo "infinito" valore intrinseco. E' un classico gioco per "polli" proprio come il mercato azionario.

Considerazioni di cryptohubble

I modelli matematici che cercando di rappresentare il prezzo di BTC come una commodities non hanno mai sbagliato nel corso degli anni e sinceramente pensiamo che possano continuare a descrivere l'andamento di BTC nei prossimi anni. Ciò che a nostro parere gli investitori comuni non hanno preso in considerazione è il fatto che, dagli anni in cui si considerava il settore cryptovalutario come semplicemente un alternativa al sistema FIAT moderno, c'è stata una vera e propria rivoluzione. Questo articolo mostra proprio come sia sbagliato parlare di crypto semplicemente associandogli il termine "valuta". A nostro parere, BTC è più assimilabile al rame che all'oro oppure a qualsiasi altra valuta FIAT. In totale controtendenza rispetto al pensiero comune, pensiamo che sia ETH "l'oro digitale" in quanto la maggior parte degli strumenti cryptovalutari è, fino a prova contraria, un ERC-20. Infine, il fatto che il sistema capitalistico che ruota attorno ai mercati finanziari, tradizionali e decentralizzati, sia un gioco per "polli" è in parte condiviso anche dalla nostra redazione. Sono strumenti di raccolta di capitale e finchè è il profitto a guidare la crescita ci sarà sempre speculazione ed insieme a questa, l'avarizia.


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