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(BITO) L' ETF su BITCOIN

Come mai è così importante?




Venerdì, la Securities and Exchange Commission (SEC) ha dato il via libera alla creazione di un ETF su Bitcoin.


ProShares, l'exchange che ha presentato la domanda per il suo Bitcoin Strategy ETF la scorsa estate, lancerà l’ETF la prossima settimana. La società ha presentato un prospetto il 15 ottobre, affermando che il suo ETF dovrebbe essere lanciato lunedì 18 ottobre.

Il simbolo dello strumento è "BITO" e le spese di partecipazione annua sono del 0,95%. Questo significa che l’ETF costerà $ 9,50 all'anno per ogni $ 1.000 investiti.

Ma cos’è un ETF?

Gli ETF sono fondi o SICAV a basse commissioni di gestione negoziati in Borsa proprio come delle normali azioni.

Quindi, se l’ETF è uno strumento legato alla finanza tradizionale, come mai il lancio di questo asset è ritenuto un avvenimento così importante nel mondo cryptovalutario?

Il lancio di un ETF su BTC offre agli investitori un'alternativa regolamentata all'investimento nell’asset digitale sottostante. E’ infatti pensiero comune che, tramite questo strumento finanziario, potranno essere raccolti capitali da realtà importanti che altrimenti non avrebbero potuto accedere al mondo crypto. Per tale motivo, molti rinomati analisti cryptomonetari si sono espressi estremamente bullish nei confronti di BTC dopo la notizia del “via libera della SEC”.

Come funzionano gli ETF?

Dietro ogni ETF deve esserci una certa quantità del sottostante depositata a garanzia della custodia e dell’amministrazione.

In questo caso è la raccolta fondi iShares di BlackRock che ne cura la gestione.

Una volta ottenuta l’autorizzazione dalla Borsa e dalla relativa autorità di controllo, la società di gestione provvederà all’acquisto sul mercato del sottostante.


Successivamente, a fronte del deposito del sottostante presso un'istituzione esterna, verranno rilasciati dei certificati rappresentativi dell’asset.

Questi certificati poi verranno messi a disposizione dalla società di gestione al mercato e verranno commerciati sotto forma di quote il cui valore è solitamente una frazione del valore del Benchmark, in modo tale da non far nascere estreme divergenze tra il prezzo del sottostante e quello dell’ETF.

Il fatto che la società di gestione debba attendere l’approvazione delle autorità competenti per acquisire il sottostante fa presumere ad un futuro forte aumento della domanda di BTC.

Occorre però porre molta attenzione alla strutturazione di questo ETF: Il valore del futuro BITO sarà ancorato ai futures su BTC e non direttamente a Bitcoin. Ne deriva che ogni investimento fatto sull'ETF non influenzerà direttamente il prezzo di BTC ma solo indirettamente. Inoltre è pensiero comune che questo strumento contribuirà in maniera decisiva alla popolarizzazione del settore cryptovalutario.

Per quale motivo molti investitori dovrebbero preferire investire in un ETF piuttosto che direttamente in BTC?

Innanzitutto perchè investire in un ETF permette di eliminare qualsiasi problema di archiviazione e qualsiasi procedura di sicurezza richiesta agli investitori di cryptovalute.

Inoltre elimina in parte il rischio di controparte: gli ETF, come altre tipologie di fondi comuni, non sono soggetti al rischio di fallimento dell’istituzione emittente.

Lo stesso non possiamo dire nel caso in cui a fallire sia un Exchange nel quale si depositano le valute digitali. Inoltre, è sicuramente un veicolo di investimento comodo per tutti gli investitori che hanno più familiarità con la finanza tradizionale. L’idea che sia un istituzione a garantire l’ETF impatta in maniera rilevante sulla componente fiduciaria dell’investimento, variabile psicologica fondamentale nel campo del trading. E’ facile quindi notare come, i diretti interessati a questo strumento, siano principalmente grossi investitori e questo, all’universo crypto, piace molto. Ma ad i nostri analisti qualcosa non torna. Analizziamo un attimo i dati tecnici su BTC in queste ultime sedute di contrattazione:

Da venerdì 15/10/2021, non si sono registrate particolari anomalie nei volumi rispetto alle più evidenti anomalie volumetriche registrate a maggio che ci hanno permesso di individuare un periodo di forte scambio di posizioni a mercato (retail-Institutional).

L’anomalia più evidente nei volumi c’è stata nel mese di maggio 2021.





Nonostante questo, il prezzo di BTC ha raggiunto nuovamente il livello dei 60K USDT e non sembra aver intenzione di ritracciare.


La crescita non è stata accompagnata da volumi particolarmente rilevanti e quindi è presumibile aspettarsi un deciso ritracciamento al presentarsi dei primi volumi di vendita importanti.


Quindi, attenzione al book di negoziazione nelle prossime sedute.


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